Mario Pescante - Vicepresidente del CIO (Italian Version) Share PDF Print E-mail
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Mario Pescante è vicepresidente del CIO (Comitato Olimpico Internazionale) e presidente del comitato promotore della candidatura di Roma 2020. Negli ultimi quarant'anni Pescante ha militato nel movimento Olimpico sia a livello nazionale che internazionale. Nel 1973 la nomina a segretario generale del Coni (Comitato Olimpico Nazionale Italiano), di cui assume la presidenza nel 1993. Nel 2009 diventa il primo italiano ad essere designato vicepresidente del CIO, essendo già stato vicepresidente dell'Associazione per le Commissioni Olimpiche Internazionali dal 2001 al 2006. Nel febbraio 2011 assume la guida della candidatura di Roma ai Giochi Olimpici.

Pescante è inoltre esponente del PdL (Popolo delle Libertà), ed è membro della Camera dei Deputati Italiana dal 2001. Al momento è presidente della 14a Commissione della Camera incaricata alle Politiche dell'Unione Europea.

di Mary Meyer & Mattia Daniotti

È stato molto interessante apprendere che ha iniziato la sua carriera come professore di Scienze delle Finanze presso la facoltà di Legge dell'Università di Roma. Come l'ha aiutata la sua esperienza accademica nel mondo dello sport?

Devo dire che le conoscenze acquisite come docente universitario fanno indubbiamente parte del mio patrimonio culturale e professionale, ma in tutta onestà ho potuto metterle in pratica raramente nel mondo dello sport. Aggiungerei anche, e non senza un po' di rimpianto, che esse stesse si sono rivelate utili solo marginalmente nel mio impegno quotidiano di parlamentare. Attualmente presiedo la commissione della Camera per le Politiche Comunitarie e, come è facilmente intuibile, la politica comunitaria trae ispirazione da concetti economici e finanziari completamente diversi da quelli che ho studiato e insegnato negli ormai lontani anni sessanta.

 

Qual è il suo ruolo nelle vesti di uno dei Vicepresidenti del CIO?

Mi occupo in particolare di Relazioni Internazionali, in quanto presiedo la commissione del CIO preposta a questo scopo. All'interno di questo contesto, il mio impegno, ormai da tempo, è promuovere lo sport come strumento con cui sbriciolare le barriere che ostacolano il dialogo e l'integrazione tra le nazioni, barriere non solamente geografiche, ma soprattutto politiche, etniche e religiose.

In particolare, un obiettivo raggiunto è stato quello di cooperare con il presidente Rogge e gli uffici competenti del CIO per aprire il dialogo tra i comitati olimpici nazionali di Palestina e Israele. Abbiamo fatto grossi passi avanti in tale direzione. Inoltre ho dato il mio contributo all'ambizioso progetto del CIO di ottenere lo status di osservatore permanente all'interno delle Nazioni Unite. Un obiettivo che è stato centrato - e il presidente Rogge mi ha nominato membro permanente all'interno dell'ONU in rappresentanza del CIO.

 

Qual è stato il suo coinvolgimento nel successo della candidatura di Torino per le Olimpiadi Invernali del 2006?

Innanzitutto la ringrazio per aver menzionato il successo delle Olimpiadi Invernali di Torino 2006. All'epoca ero stato nominato commissario straordinario per i Giochi dal governo italiano, con il compito di rimettere in moto una macchina organizzativa che aveva incontrato numerosi ostacoli di natura finanziaria, manageriale e istituzionale.

 

Che cosa rende la candidatura di Roma 2020 speciale rispetto alle altre città?

Credo che una città che si propone come candidata per i Giochi Olimpici abbia bisogno di disporre in anticipo di un progetto valido e di lavorare su una comunicazione incisiva con i membri del CIO. Questo indipendentemente dai paragoni con le altre candidate.

 

Roma ha iniziato correndo in solitaria, mentre ora si dice che sia Istanbul la favorita. Pensa che questo sia un vantaggio?

Istanbul è senza dubbio un'eccellente candidatura, ma lo stesso si può dire, e per vari motivi, di tutte le altre che partecipano alla gara e che sono per definizione, com'è noto, “aspiranti” e non candidate. Dovremo aspettare fino a maggio per conoscere la decisione dell'esecutivo del CIO, che taglierà il numero delle attuali aspiranti e stilerà una short list. A quel punto avremo certamente un'idea migliore di chi siano le principali avversarie.

 

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