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Il Brand Tedesco annuncia la partnership con l'attaccante della Nazionale Italiana.

PUMA è orgogliosa di annunciare l’accordo pluriennale con l’icona internazionale del calcio Mario Balotelli.

L’attaccante degli Azzurri rappresenta l’ultimo sensazionale acquisto di PUMA e si va ad aggiungere ad un ricco portfolio di importanti giocatori e atleti tra cui Usain Bolt, Gianluigi Buffon, Sergio Agüero, Cesc Fàbregas, Marco Reus, Radamel Falcao, Giorgio Chiellini, Marco Verratti e Alessandro Diamanti.

Da sempre sotto i riflettori, Balotelli ha indossato per la prima volta in campo gli scarpini PUMA lo scorso lunedì nel match Milan-Roma. Durante il derby Inter-Milan, è sceso in campo con un’evoluzione del modello personalizzato "PUMA evoPOWER Stampa FG", realizzato con immagini e titoli di quotidiani che hanno definito la sua carriera.

Mario Balotelli rappresenta una firma molto importante per PUMA e farà parte della comunicazione global e football del Brand nei prossimi anni.

Riguardo alla nuova partnership con PUMA, Balotelli ha dichiarato: "E'un grande passaggio per me. Sin dai primi incontri con PUMA, ho avuto la sensazione che capissero la mia personalità ed ambizione. Sono fiero di essere associato a prodotti di alta qualità e coinvolto in strategie innovative. Il supporto di PUMA alla Nazionale Italiana è stato un altro importante incentivo a firmare questo contratto e sono sicuro che ci saranno risultati importanti per tutti noi."

Björn Gulden, Global CEO di PUMA ha commentato: "Mario Balotelli è un giocatore di fama internazionale che diventerà key ambassador del Brand PUMA in quanto la sua passione, velocità, agilità e forza lo rendono l’uomo perfetto per il nostro Brand. Con l’avvicinarsi dei Mondiali in Brasile, il 2014 sarà un anno molto importante per PUMA. Avere Mario che completa una già forte rosa di sportivi ci rende ancora più convinti che i piani che abbiamo per i mesi a venire avranno un impatto significativo per il Brand."

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Discussions

Ciao Alessandro, non ho la fortuna di vedere fox sports nella piattaforma Sky ma forse è meglio così visto il poco tempo a disposizione e il livello di attrazione che un canale simile potrebbe esercitare per un amante di sport e di calcio come me. Rischierei di passare lunghe ore davanti alla televisione e il ritmo delle mie giornate, i mille interessi, oltre ai doverosi impegni famigliari mi impedirebbero di godermi appieno il canale. Detto questo, non ho gli strumenti per giudicare la qualità della programmazione né la bontà degli approfondimenti che, però, immagino sia garantita visto la squadra di telecronisti, giornalisti ed esperti come quelli che citavi. Devo però dire che, facendo un paragone con la programmazione statunitense, cito su tutti PTI (Pardon the Interruption) e ESPN Sports Center oltre altri programmi come Around the Horn, siamo un bel po' indietro. Quello che a mio avviso manca nel palinsesto delle nostre tv, da Sky a Mediaset (non cito la Rai per pietà) e che dovremmo imparare dagli amici oltre oceano è la capacità di raccontare lo sport in modo simpatico, accattivante, appassionato, creativo, con programmi e conduttori che siano non solo profondi conoscitori della materia ma anche storyteller, capaci di rendere un programma così ben fatto da essere in grado di vivere di sole parole. E' anche grazie a questo modo di fare televisione che mi sono appassionato agli sport americani. A ben vedere anche con lo zampino di Elio e Faso, quando, se ricordate, commentavano il baseball nei primi anni 2000. Questo il mio pensiero, sperando di non essere andato troppo per la tangente. A presto!
Last replied by Federico Smanio on Monday, 04 November 2013
I love sports and, as Italian, hosting the Olympic Games would be a dream coming true. But, to be honest, my country is not in the position to face this kind of commitment: as Maria Paola Vercesi wrote, it is not only a money issue, but above all, a manager problem. Just look what is happening for Expo 2015, and what happened for the Fina World Championships Roma 2009 (the International Aquatic Center designed by Calatrava is still under construction!). Even UEFA is aware of this lack, when decided that Ukraine and Poland should have hosted the Euro2012 instead of Italy.
Last replied by Alessia Cocco on Sunday, 06 October 2013
L'assenza di commenti o contributi a questa discussione può significare diverse cose. Non ci sono i consulenti in grado di proporre progetti per recuperare risorse, non ci sono manager di aziende interessati al motorsport marketing, non è il contesto adeguato in cui parlare di queste cose oppure questo luogo virtuale è destinato solo ai grandi sponsor, alle grandi aziende e alle grandi squadre (di calcio principalmente). Eppure, nonostante la crisi, lo sport si regge sulle sponsorizzazioni (ma forse solo se milionarie).
Last replied by Giuseppe Finocchiaro on Thursday, 19 September 2013
Colgo l'occasione per ringraziare i partecipanti alla discussione, è un piacere vedere i nostri membri discutere così appassionatamente dei temi d'attualità. In particolare vorrei aggiungermi ai complimenti, per l'analisi fatta da Giuseppe, che fotografa in pieno la situazione del nostro Calcio. Personalmente trovo legittima ed opportunamente tempestiva la richiesta dei sette Club al Presidente Beretta. Sollevare il problema il prossimo anno, porterebbe solamente al dover prendere una decisione frettolosa e temporanea (in perfetto stile "Italico" per citare Corrado). Ora, però, resta da vedere come verrà impiegato il tempo a disposizione. Essere fiduciosi, viste le premesse e le recenti polemiche, è un compito arduo. Due, a mio avviso, i punti cruciali: - Divisione dei diritti; - Selezione dell'Advisor; Sul primo punto, penso si potrebbe tranquillamente aprire un topic a parte. Siamo sicuri che sia giusto premiare con un 30% (30% !!!) degli introiti totali le squadre che: a) hanno la possibilità di giocare in un Comune ad alta popolosità (è già un grande vantaggio in termini di spettatori sugli spalti, per chi ha a cuore riempire gli stadi...) ? b) in ottica di vendita dei Diritti TV triennale, considerare i risultati sportivi delle ultime cinque stagioni ? c) ancora più assurdo, premiare i risultati sportivi a partire dal Dopoguerra ('45 - '46) ? Sempre a propositi di Diritti e divisione, non sarebbe meglio inserire (in Germania esiste già ed è di 2:1 ed in Inghilterra non ce n'è neppure bisogno) un tetto massimo di differenza tra la prima e l'ultima di questa speciale classifica? Come si può livellare una competizione in cui la prima (in ottica divisione introiti Diritti TV) incassa più del quadruplo rispetto all'ultima? Se non il doppio, almeno il triplo potrebbe essere un tetto più equo a mio modo di vedere. Anche perchè, una regola del genere, creerebbe un campionato più equilibrato e sicuramente renderebbe il prodotto Serie A molto più appetibile all'estero. In soldoni, un passo indietro da parte delle "Big" nel breve termine, per un aumento delle entrate (per tutti!) nel medio lungo periodo. Si sa, purtroppo, che le grandi non sono li per caso e spesso questi discorsi fanno finta di non capirli. Proprio a questo livello si inserisce il secondo punto, l'Advisor. In una logica normale, sarebbe la cosa più naturale al mondo voler creare concorrenza e scegliere il miglior offerente, purtroppo ho la netta sensazione che anche su questo le vecchie ruggini e le posizioni troppo "integraliste" la faranno da padrone, a discapito dell'interesse comune. Un'ultima riflessione mi piacerebbe farla sulle questioni stadi-sponsor. Sicuramente qualcosa si sta muovendo, però non credo nella formula "copia e incolla" dei modelli virtuosi europei, ci sono grandi differenze culturali e sociali per sempricemente emulare i grandi Club stranieri (costruire stadi per poi vederli vuoti o senza nome ?). Siamo sempre stati un popolo innovativo nelle idee e questa crisi, anche nel calcio, ci fornisce l'ennesima opportunità di dimostrarlo. La serie B, come hanno ricordato e sottolineato Giuseppe e Tommaso, si è mossa con grande anticipo (in Italia), la Serie A rimarrà ferma ancora per molto (vedi rielezione Beretta) ?
Last replied by Alessandro Schiavone on Tuesday, 17 September 2013
Trovo sia stata buona l'idea di coinvolgere i tifosi nella scelta della terza maglia. Le iniziative volte a creare un engagement emozionale con i propi supporter sono sempre lodevoli. La scelta di una maglia unbranded può risultare nostalgica e vintage ma stona con le ambizioni della società gialorossa di affermarsi nell'elite del calcio italiano ed europeo e con la nuova politica di internazionalizzazione del brand. A mio avviso in casa Roma hanno pensato a un anno di transizione in attesa dell'arrivo della Nike e di un jersey sponsor da 10/15 mln a stagione.
Last replied by Giuseppe Berardi on Monday, 02 September 2013
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